La calvizia androgenetica femminile e maschile

Le cause e le cure della patologia sempre e più diffusa tra uomini e donne

 

come fermare l'alopecia androgeneticaConosciuta più comunemente come calvizia maschile, l’alopecia androgenetica è una patologia molto diffusa sia tra gli uomini che le donne. Questa tipologia di calvizia, tuttavia più comune nel sesso maschile, può apparire già nell’adolescenza e la possibilità che si manifesti incrementa con l’aumentare dell’età: infatti, è riscontrato che un 50enne su due soffre di questa forma di alopecia.

Ma che differenze intercorrono tra alopecia femminile e alopecia maschile? Come si manifesta nell’uomo piuttosto che nella donna? Vediamo insieme, nello specifico, cosa succede in entrambi i casi.

 

La calvizia androgenetica maschile

 

Per quanto riguarda gli uomini, l’alopecia androgenetica si manifesta con un percorso ben preciso. Infatti, prima di tutto i capelli si diradano nella zona delle tempie, dopodiché, con il passare del tempo, la fronte diventa sempre più ampia fino a che non si forma la cosiddetta forma ad “M”. Successivamente i capelli cadono anche sulla corona, ovvero nella zona superiore del capo, finché la situazione non sfocerà in una calvizia parziale o totale.

Nel sesso maschile questa forma di calvizia è da ricollegarsi alla cardiopatia coronarica, al tumore e all’ingrossamento della prostata, al diabete, all’obesità e all’ipertensione.

 

La calvizia androgenetica femminile

 

Nella sfera femminile, l’alopecia androgenetica si manifesta in modo diverso. Infatti iniziano a diradarsi i capelli di tutto il capo, senza stempiature, e molto difficilmente sfocia in una calvizia totale. Nelle donne, in particolare, questa forma specifica di perdita di capelli, che è più diffusa dopo la menopausa, è da ricollegarsi alla sindrome dell’ovaio policistico, che porta ad uno squilibrio ormonale che, tra le cose, può causare acne, irregolarità mestruale, aumento di peli etc.

 

Cause dell’alopecia androgenetica

 

Nonostante gli studi e le ricerche mediche, gran parte della cause legate all’alopecia androgenetica sono tutt’oggi sconosciute. I ricercatori hanno scoperto che questa forma di calvizia è legata agli ormoni androgeni, in particolare al diidrotestosterone. Questi ormoni, fondamentali nello sviluppo maschile durante la gravidanza e nella pubertà, sono responsabili della regolazione del desiderio sessuale e, per l’appunto, della crescita dei capelli.

Nel caso in cui la concentrazione di androgeno aumenti nei follicoli, il ciclo di ricrescita del capello potrebbe essere più veloce; il che porterebbe i capelli a crescere più corti, sottili o in maniera più lenta.

Inoltre, gli studiosi attribuiscono a questa forma di perdita di capelli la mutazione del gene AR, il gene che, oltre a dare le istruzioni per formare la proteina recettore dell’ormone, permette che l’organismo risponda in maniera corretta al didrotestosterone e agli androgeni presenti nel sangue; non è noto da cosa sia innescato il diradamento dei capelli, è solo certo questa mutazione provochi un’iperattività nei recettori di androgeno nei follicoli.

 

Gli studiosi stanno tutt’ora studiando il collegamento tra alopecia androgenetica e alcune patologie come l’ovaio politeistico nelle donne e il tumore alla prostata e la cardiopatia coronarica negli uomini, malattie che, insieme a fattori di tipo ambientale e genico, porterebbero alla formazione di eccessive quantità di androgeno.

Un altro aspetto che i medici tengono in forte considerazione è l’ereditarietà: chi ha qualche parente o famigliare affetto da calvizia è considerato a rischio.

 

Le cure disponibili

 

L’alopecia androgenetica viene trattata sia tramite la somministrazione di farmaci che a livello chirurgico.
Il farmaco più diffuso che ferma o rallenta il diradamento è la finasteride (Propecia®), anche usata per curare l’ipertrofia prostatica, che viene assunta 1mg al giorno. Viene inoltre prescritto il minoxidil, somministrato anche contro l’ipertensione, che viene utilizzato sotto forma di lozione e che ha lo scopo di stimolare il bulbo del capello. Entrambi i farmaci vanno usati in maniera continuativa, in quanto la sospensione porta nuovamente all’innesco del diradamento.

Infine vengono somministrati anti androgeni per uso locale ed esterno, così come, un’ulteriore soluzione valida è sicuramente l’autotrapianto.

 

Come soluzione naturale, tramite la quale é possibile ristabilire il flusso sanguigno ai follicoli dei capelli, e deattivare naturalmente il DHT, l’ormone nemico dei capelli, consigliamo il Programma Completo di Finedellacalvizie.it

 

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